ribasso compravendita immobiliare
24
Nov

Il ribasso nelle compravendite è inferiore per le case nuove

Com’è noto, quando si mette un immobile in vendita bisogna valutare, all’interno di una strategia più ampia, anche la possibilità di procedere al ribasso, riducendo il prezzo iniziale, al fine di favorire la transazione. 

In effetti, soprattutto quando i tempi di permanenza della casa sul mercato si dilatano, ridurre il costo di acquisto può fare la differenza, ma questo processo è comunque influenzato da vari fattori, anche congiunturali

In un momento di ripresa del mercato immobiliare, come quello attuale che segue il crollo registrato durante il lockdown della primavera 2020, la tendenza al ribasso diminuisce, come evidenziato anche in una recente analisi effettuata dall’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa.

Approfondiamo insieme. 

Nel I semestre 2021 il ribasso medio è diminuito

Secondo quanto analizzato dal gruppo immobiliare, durante il I semestre del 2021 – periodo caratterizzato da un andamento molto positivo del mercato immobiliare – il ribasso medio, quindi la scontistica applicata al prezzo di vendita dell’immobile, è diminuito, attestandosi a -8,2%,

Stiamo parlando di una differenza di quasi un punto percentuale rispetto al -9,1% registrato nel periodo pre-pandemia. 

“La differenza, quindi, è di quasi un punto percentuale, compatibile con le dinamiche di mercato che vedono un aumento della domanda, una contrazione dell’offerta ed una diminuzione dei tempi di vendita. Le percentuali cambiano se si analizzano le diverse tipologie immobiliari”

Come dichiarato da Fabiana Megliola, Responsabile Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, questa tendenza segue l’andamento del mercato immobiliare, in crescita, e la diminuzione dei tempi di vendita medi

Però, il ribasso non è sempre uguale, ma varia non solo in base alla congiuntura economica generale ma anche alla tipologia di immobile

Le case nuove/ristrutturate hanno ribassi inferiori

Il ribasso varia in base, in particolare, allo stato dell’immobile. Infatti, a registrare un ribasso maggiore sono le case usate, con il -8,5% di scontistica media. 

Le case nuove e/o ristrutturate, invece, si fermano al -6,6%, quasi due punti percentuali in meno. 

Le ragioni alla base di questa differenza di ribasso medio sono abbastanza semplici da intuire, ma il gruppo Toscano le sintetizza sottolineando il fatto che le case usate necessitano quasi sempre di interventi di riqualificazione e, di conseguenza, i potenziali acquirenti tendono a trattare maggiormente sul prezzo alla luce degli ulteriori costi che dovranno poi sostenere per rimodernare l’abitazione.

A questo aggiungiamo noi che una casa di nuova costruzione va incontro ad una minore svalutazione sul mercato, a causa di una esposizione ridotta, o comunque molto più contenuta, alla cosiddetta obsolescenza tecnologica

Semplificando, una cosa costruita oggi, con le tecnologie disponibili e i livelli di efficienza energetica raggiungibili, risentirà molto meno il tempo che passa, conservando il suo valore economico ma anche le sue funzionalità di base.

Il dettaglio sui ribassi per tipologia di immobile

L’analisi condotta dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa riporta anche il dettaglio sulle percentuali di ribasso medio per tipologia di immobile

Riportiamo di seguito la tabella.

ribasso prezzo immobile

Come si può notare, a subire una scontistica maggiore sono i monolocali, le soluzioni economiche, i cinque locali, le soluzioni indipendenti e semindipendenti e le vendite effettuate in condizione di necessità. 

Il ribasso minore, invece, si registra, come già accennato, con le case nuove, i trilocali, i quadrilocali (sempre più richiesti con la pandemia), le soluzioni signorili e le case situate all’ultimo piano.